Giorni Felici

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Giorni Felici

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Data / Ora
Date(s) - 04/12/2017
20:30 - 22:30

Luogo
Teatro del Loto

Categorie


Nicoletta Braschi e Andrea Renzi

GIORNI FELICI

di Samuel Beckett

regia ANDREA RENZI
traduzione Carlo Fruttero (Giulio Einaudi Editore)

luci Pasquale Mari
scene e costumi Lino Fiorito
suono Daghi Rondanini
aiuto regia Costanza Boccardi

prodotto da Melampo – Fondazione Teatro Stabile di Torino

Nicoletta Braschi è Winnie, donna assoluta e minimale, di GIORNI FELICI di Samuel Beckett, per la regia di Andrea Renzi, in scena sepolta fino alla vita in un cumulo di sabbia, con Willie, il marito. E mentre la sabbia ricopre inesorabilmente entrambi, Winnie chiacchiera senza sosta, in un’alternanza insensata di momenti che sono il cuore della straordinaria esplorazione beckettiana della vita ai margini della follia.

Scrive il regista Andrea Renzi, anche interprete dello spettacolo, «è con emozione e timore che ci si accosta a Giorni felici, uno dei maggiori testi contemporanei che appartiene di diritto al canone del teatro del secolo breve. In questa pièce visione e scrittura sono tutt’uno e nella corrispondenza tra Beckett e Alan Schneider, il suo regista di riferimento statunitense, scopriamo come l’uomo di libro, il romanziere, poeta, saggista è, fino in fondo, uomo di scena attento ai dettagli dei materiali scenografici, alle luci, e intensamente coinvolto nella misteriosa arte dell’attore in un teatro che si offre come precisissima partitura per gli interpreti e sfugge alle riscritture delle regie “creative”… Il resto è il tenace corpo a corpo tra Nicoletta Braschi e Winnie. Una sfida sull’asse della fragilità e della resistenza, su quello dei pieni e dei vuoti, della logorroica e del silenzio, del candore e della dolorosa consapevolezza, della regola e della libertà, della dipendenza e della solitudine, del riso e del pianto, dell’urlo e del canto, della grazia e del caso. Noi, stretti nel terreno come lei, facciamo ricorso a tutte le nostre risorse, a tutte le benedizioni travestite, per intrattenerci a lungo e ancora con la relazione vitale che più amiamo: il teatro».


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