FINALE DI PARTITA

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FINALE DI PARTITA

Data / Ora
Date(s) - 03/03/2019
18:00 - 20:00

Luogo
Teatro del Loto

Categorie


Altra Scena

Giorgio Colangeli – Giancarlo Nicoletti – Matteo Quinzi – Olivia Cordsen

di Samuel Bekett traduzione di Carlo Fruttero

regia Filippo Gili

Il mio regno per un netturbino.
Eccola qui. Tutta in questa frase, la sintesi e l’apoteosi postmoderna di Finale di partita.
Attraverso il canto di Hamm, perfetto innesto di Vladimiro in Lear, che ricama, col suo compagno di merende, la fine delle grandi narrazioni, la fine delle grandi idee, per far diventare grande, in poco più di un’ora, solo la retrospettiva ridicola di ogni esistere, di ogni morire, di ogni soffrire. Siamo al culmine. Qui Beckett raggiunge i novemila, trasformando il mondo in una stanza grigia con due finestre alte. Ridicolizzando la voglia di timbrare il cartellino della superiorità, della grandezza, della nobiltà, del dolore, dell’immensità del morire ma non riuscendo del tutto nell’intento.
Altro che minimalismo. Altro che assurdità. Solo la tac di una cosa che, la vita, a guardarla attentamente, non si racconta come minima e assurda ma, in quanto minima e assurda. Con la più assoluta naturalezza, la più dissoluta semplicità. Perché i simboli vanno recitati come l’aria che si respira. Perché i genitori di Hamm non sono rappresentati in due bidoni dell’immondizia, ma psichicamente vissuti, dal figlio, in quei bidoni. Al di là dell’amare, al di là del vedere.

“Finale di partita è quel luogo, quella carne viva in cui, svelando una miseria, si riconosce una grandezza. E’ la freudiana catarsi; quella in cui, pattuita, dell’immensità del male e dell’amare, la loro inesorabile irrisorietà, si esce, dall’ultima seduta con la sensazione di potersela finalmente fare una passeggiata leggera, su questo mappamondo, su questa mappavita”. – Filippo Gili


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