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Tornò al nido…

… In una sera di primavera in un’antica casa di campagna tre sorelle siedono e conversano accanto ad un braciere, una musica giunge da lontano, cala la notte e le tre, assieme al loro vecchio servitore sordo, stanno andando a dormire. A un certo punto qualcuno bussa alla porta… Chi sarà? 

Il Progetto le Titine nasce con un gruppo di attori, amici consolidati, capaci di giocare partendo da un atto unico che rimanda alle tre sorelle di Cechov, autore di sicuro riferimento per Titina-autrice.


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PeerGynTrip

Nel 1867, durante un viaggio in Italia – fra Roma, Ischia e Sorrento – Henrik Ibsen, autore attento ai mutamenti sociali e di costume, che per primo mette a nudo le contraddizioni della borghesia ottocentesca, crea Peer Gynt, la sua opera più fantastica e onirica. Per casuale coincidenza, lo stesso anno, Karl Marx, padre del materialismo storico, da alle stampe il Capitale, l’opera che forse più d’ogni altra può aver influenzato l’Ibsen autore di drammi sociali. Per questo dramma in versi, che appare distante e diverso dalla produzione più naturalista del padre della drammaturgia moderna, Grieg ha scritto musiche oggi certamente più note e popolari della stessa opera teatrale. Peer Gynt è una favola affascinante, dall’andamento picaresco, con mutamenti improvvisi, forse più adatti a un Fantasy cinematografico che a un’opera teatrale.


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Moby Dick

Naviga nei mari dell’anima e dell’inconscio questa riscrittura dell’opera di Melville di Davide Sacco. Figlio “naturale” della cultura occidentale, Achab, nella balena bianca, vede i limiti dell’uomo e si getta nella sua iperbolica caccia, con l’unica fiocina possibile: la forza della Ragione, del Sapere, dell’Arte.
Si trasforma così in tutti i protagonisti della storia della letteratura che hanno solcato e sfidato i mari della Conoscenza. Incrocia la sua sfida al mostro degli oceani, Ismaele, giovane, forte, bello, in tutto simile ad Achab, per tenacia e capacità di saper improvvisare, di stare sull’onda! Così simili da essere, forse, padre e figlio!.. O, forse, diversi ma entrambi uniti nella forza d’affrontare il proprio mostro… dentro il mare del Sé.


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La Locandiera

Silvia Gallerano, l’attrice italiana più premiata negli ultimi anni a livello internazionale, è protagonista di quest’allestimento del capolavoro di Goldoni sottotitolato
L’Arte per Vincere.
L’adattamento di Stefano Sabelli traghetta l’azione dalla Firenze del ‘700 al Delta del Po, negli anni ‘50, in un’atmosfera acquitrinosa, ispirata a capolavori del Cinema neorealista. Una terra umida, dove vizi e giochi dei protagonisti sembrano stagnare in attesa che un’improvvisa corrente smuova acque e anime melmose.


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