L'AUTODAFÉ DEL CAMMINANTE

Oltre cento anni fa, nel gennaio 1912, nel cuore di un gelido inverno, in Massachusetts, iniziava lo sciopero alla Lawrence Textile, meglio noto come Bread and Rose’s Strike. Ci furono molti disordini e la giovane operaia tessile Anna Lo Pizzo, rimase uccisa negli scontri con la polizia.

tratto da Address to the Jury e The Walker di Arturo Giovannitti

testo, scene e regia

Stefano Sabelli

con

Diego Florio

nel ruolo di Arturo Giovannitti 


  • spettacolo patrocinato da FDV Fondazione G. Di Vittorio e CGIL Molise
  • si ringraziano per la collaborazione A.D’Ambrosio e l’Ass. Pro Arturo Giovannitti
di Emilia Agnesa

L'AUTODAFÉ DEL CAMMINANTE

IL PROCESSO AD ARTURO GIOVANNITTI
Oltre cento anni fa, nel gennaio 1912, nel cuore di un gelido inverno, in Massachusetts, iniziava lo sciopero alla Lawrence Textile, meglio noto come Bread and Rose’s Strike. Ci furono molti disordini e la giovane operaia tessile Anna Lo Pizzo, rimase uccisa negli scontri con la polizia. Come mandante dell’omicidio fu accusato il sindacalista Arturo Giovannitti, trasferitosi in America diciassettenne da un piccolo paese del Molise, testimone attivo delle tensioni e delle lotte sociali che si manifestarono nel nuovo mondo all’avvio del XX° Secolo.
Il Processo di Salem che ne seguì e lo coinvolse nel novembre dello stesso anno, insieme ad un’altro sindacalista italo americano come lui, Joseph Ettor, anticipò quello ancor più noto di Sacco e Vanzetti.
Per quella causa, Giovannitti divenne personaggio riconosciuto e sostenuto a livello internazionale. Durante e dopo il processo, fino agli anni ’20, la sua fama e quella di Joseph Ettor, anche lui ingiustamente accusato, assursero a un riconoscimento così universale, da esser paragonata dagli studiosi a quella di Lenin e Trotzki.
Il loro caso, caduto con gli anni in oblio, per gli USA rappresenta il primo dei grandi processi del XX secolo e riscosse solidarietà e mobilitazione internazionale di operai, movimenti sindacali e stampa, di tutto il mondo.

CHI ERA ARTURO GIOVANNITTI
Figlio di un mezzogiorno d’Italia post risorgimentale, cresciuto con ideali democratici che lo spronarono a dotarsi di spirito d’avventura e di una cultura fuori dal comune, il giovane emigrante molisano arrivato diciassettenne nel Nuovo Mondo, dopo la laurea in teologia conseguita alla Mc Gilles University di Montreal e dopo aver esercitato per un paio d’anni il pastorato evangelico fra i minatori della Pennsylvania, trasferitosi a New York alla Columbia University, fonda il primo giornale socialista americano, il Proletario. Subito dopo entra nell’IWW International Workers of The World, il sindacato anarchico, promotore del Bread and Roses’s Strike (lo Sciopero del Pane e delle Rose) di cui divenne uno dei più celebri e stimati attivisti ed oratori.
Sopratutto, in una America percepita e ambita come faro di democrazia e progresso, ma che pure già rivelava le prime contraddizioni di reciprocità e integrazione, Arturo Giovannitti si fa poeta e cittadino del mondo “consapevole”, tanto da lottare poi, per tutta la vita, per i diritti civili, per la fratellanza dei popoli e il riscatto sociale ed economico delle classi lavoratrici; per i deboli e meno abbienti, di ogni razza e provenienza, diventando orgoglio vivente di quella fiera Cultura delle migrazioni di cui, ancora oggi, rappresenta uno dei più fulgidi esempi.

RECENSIONI

repertorio storico

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L’ASINO di Jon Jasper Halle

TORNÒ AL NIDO… e altre Titine

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