Marco Bocci – Pia Lanciotti
drammaturgia SONIA ANTINORI
regia ALESSIO PIZZECH
Produzione Stefano Francioni Produzioni, Teatro Stabile d’Abruzzo, Teatro Biondo Palermo, Green Factory srl
Musiche Davide Cavuti
scenografia
Andrea Stanisci – costumi Clelia De Angelis
disegno
luci Marco Palmieri
In scena un Uomo nella sua stanza che è rifugio sicuro dal mondo esterno ed una Donna che in sé conserva e porta tanti femminili, che di volta in volta si rivela con diverse identità e che appare ed irrompe nel luogo intimo di Lui. Ed è così che davanti a noi si declina un catalogo di incontri, di dialoghi tra parole e corpi, che disegnano un percorso di narrazione che costringe l’uomo a ripensare, a raccontare la propria esistenza a noi pubblico, a portarci nel suo universo amoroso, nel suo punto di vista sul mondo”.
Charles Bukowski ha scritto libri molto tristi e molto divertenti. Universalmente noto per la sua ossessiva esposizione delle smanie distruttive di un mondo di perdenti, nel suo cinismo misogino finisce per incarnare l’ultimo degli eroi romantici. È furia violenta e malinconia selvaggia. Solitudine cercata e disperatamente combattuta attraverso incontri occasionali e passioni durature. È il mostro delle periferie, che mena le mani in preda a fiumi di alcol e il filosofo da bar, talmente acuto da essere riconvertito in un guru del nichilismo, la cui consapevolezza rivoluzionaria è incistata nella bulimia economica ed epicurea del sogno americano. Ma soprattutto il nostro Charles è un uomo che cerca disperatamente la verità: sua, del mondo, delle donne che incontra, ognuna investita del compito di restituirgli un tassello del suo mosaico esistenziale. La galleria dei personaggi femminili che lo anima e tormenta è varia e sommamente pericolosa: è occasione e illusione di felicità, è promessa e tradimento, in un rutilante girotondo di colori, sapori, forme e caratteri diversi. E mentre lui osserva lo sgretolarsi del mondo con fulminante preveggenza, lo scopriamo aggrapparsi all’ultimo sogno d’amore, rincorrendo ancora e ancora la salvezza nella più profonda delle esperienze umane.
